Lo slancio (Clean & Jerk) è la seconda delle due specialità olimpiche del sollevamento pesi. Si compone di due momenti distinti: la girata, in cui il bilanciere viene portato dalla pedana alle spalle, e la spinta, in cui viene proiettato sopra la testa a braccia distese. A differenza dello strappo che si esegue in un unico gesto, lo slancio consente un breve recupero tra le due parti, permettendo di sollevare carichi notevolmente superiori.
APPOGGIO AL PETTO
Fase I
Preparatoria
Simile a quella descritta nello strappo (Fig. G), unica variante è la posizione di «presa» delle mani che impugnano il bilanciere a una distanza tra loro simile a quella della larghezza delle spalle. Nel caso di scarsa articolabilità dei polsi o di eccessiva lunghezza dello avambraccio rispetto al braccio, si sceglierà un'impugnatura più larga per favorire un migliore appoggio del bilanciere sulle spalle una volta eseguita la portata al petto. È evidente che, sia per il carico elevato da sollevare che per la nuova posizione delle mani, si avranno diversi angoli dei segmenti corporei dato che le spalle si troveranno avanti rispetto all'asse perpendicolare al terreno del bilanciere. L'apertura degli arti inferiori nell'angolo del ginocchio sarà più ampio rispetto allo strappo, ovvero 110–130° circa.
Fase II
Stacco
Intervento prevalente degli arti inferiori con apertura ulteriore dell'angolo delle ginocchia. La traiettoria del bilanciere come pure gli interventi muscolari sono simili a quelli descritti nell'esercizio di strappo per la fase di stacco (fig. B1-a, b).
Fase III
Caricamento
Le ginocchia si riportano sotto il bilanciere con leggera chiusura dell'angolo delle stesse, mentre inizia l'intervento del tronco con movimento di raddrizzamento. La traiettoria del bilanciere e gli interventi muscolari sono gli stessi descritti nell'esercizio di strappo nella fase di caricamento (fig. B1-c).
Fase IV
Tirata
La simultanea apertura degli angoli corporei alla articolazione del piede, ginocchio e anca, come pure gli interventi muscolari, sono simili all'esercizio di strappo (fig.B1-d, e).
La traiettoria del bilanciere, fino alla massima tirata, risulterà più corta a causa dell'elevato carico e della differente posizione dell'impugnatura che potremmo definire «stretta» considerando «larga» quella di strappo. Se infatti ci poniamo nella posizione di in piedi con bilanciere impugnato stretto vedremo che, allargando l'impugnatura gradualmente, il bilanciere si pone in progressiva situazione di maggiore distanza dal terreno (confrontare fig A2--e, fig B2-d, notare la differente altezza da terra dell'asta del bilanciere).
La traiettoria del bilanciere, fino alla massima tirata, risulterà più corta a causa dell'elevato carico e della differente posizione dell'impugnatura che potremmo definire «stretta» considerando «larga» quella di strappo. Se infatti ci poniamo nella posizione di in piedi con bilanciere impugnato stretto vedremo che, allargando l'impugnatura gradualmente, il bilanciere si pone in progressiva situazione di maggiore distanza dal terreno (confrontare fig A2--e, fig B2-d, notare la differente altezza da terra dell'asta del bilanciere).
Fase V
Aerea
Il bilanciere prosegue la sua corsa verso l'alto sospinto dalla sola forza delle braccia; nel contempo l'atleta con i piedi passa in una nuova posizione di divaricata frontale con i talloni più distanti e l'asse punta-tallone più aperto (fig. B1-f, fig. H). Il passaggio alla nuova posizione deve avvenire senza "salto" sulla pedana e l'atleta chiude nuovamente gli angoli articolari per facilitare la «caduta» del corpo sotto il bilanciere. Le modalità esecutive e gli interventi muscolari sono simili allo strappo nella fase aerea.
Fase VI
Girata
È come nell'esercizio di strappo, varia però la posizione cui dovrà trovarsi il bilanciere non appena termina la traiettoria verso l'alto: in questo caso in appoggio sulla parte alta del torace. La stabilità del bilanciere nella nuova posizione viene data sollevando rapidamente i gomiti avanti-alto in modo che l'asse longitudinale passante per il braccio risulti parallelo al terreno. Il mento e la testa andranno retratti verso dietro e lo sguardo risulterà poco più alto dell'orizzontale. La schiena sarà sempre iperestesa e perpendicolare al terreno (fig. B1-g, fig. H).
Fase VII
Risalita
Avverrà a carico esclusivo delle gambe per non turbare la posizione di equilibrio generale bilanciere. Il metodo migliore è quello di spingere fortemente il bacino in avanti-alto mantenendo l'appoggio completo dalla pianta dei piedi a terra, i gomiti sollevati e la schiena quanto più perpendicolare e iperestesa (fig. B1-h, i).
Fase VIII
Assestamento
Comprende tutti quei movimenti di assestamento e di ricerca della migliore posizione per iniziare il caricamento e la spinta. Non indugiare eccessivamente con il carico sulle spalle per non aumentare il dispendio di energie già verificatosi nella prima parte dell'esercizio.
- Piedi vicini e paralleli
- Gomiti sollevati avanti-alto
- Schiena perpendicolare al terreno, iperestesa
- Mento e testa retratti verso dietro (non ruotati)
- Sguardo leggermente al disopra dell'orizzontale
LA SPINTA
Fase I
Preparatoria
Dopo aver raggiunto la posizione di in piedi, piedi ravvicinati e paralleli, inizia il secondo tempo dell'esercizio di slancio. In questa fase è bene non indugiare eccessivamente con il carico sopra le spalle per non aumentare il dispendio di energie già verificatosi nella prima parte dell'esercizio e quindi compromettere il successo finale.
I piedi sono vicini e paralleli, i gomiti sollevati per avanti-alto, la schiena perpendicolare al terreno iperestesa, il mento e la testa retratti verso dietro (non ruotati) e lo sguardo leggermente al disopra dell'orizzontale (fig. B1-i).
I piedi sono vicini e paralleli, i gomiti sollevati per avanti-alto, la schiena perpendicolare al terreno iperestesa, il mento e la testa retratti verso dietro (non ruotati) e lo sguardo leggermente al disopra dell'orizzontale (fig. B1-i).
Fase II
Caricamento
Gomiti sempre alti, sguardo leggermente al disopra dell'orizzontale, mento retratto e muscolatura in tensione; compiere un piegamento di breve entità sulle ginocchia, come a volersi sedere sui talloni (fig B1-i, l). La schiena deve rimanere dritta e iperestesa e i piedi poggeranno su tutta la pianta.
Fase III
Spinta
Ritornare in rapida progressione verso l'alto terminando con l'angolo del ginocchio completamente disteso, a cui si somma l'iperestensione sulle punte dei piedi e il sollevamento delle spalle (fig. B1-m). Se il tempismo esecutivo è perfetto, in fase di ritorno può sfruttarsi la reazione elastica dell'asta del bilanciere che inverte il suo movimento di oscillazione dal basso verso l'alto.
Fase IV
Aerea
L'atleta si lascia «cadere» al disotto dell'attrezzo spostando nel contempo gli arti inferiori sul piano sagittale (fig. B1-n). L'attrezzo continua la sua ascesa che culminerà in una parabola rivolta verso l'alto.
Fase V
Incastro
Bloccaggio del bilanciere al disopra della testa a braccia distese, gomiti ruotati in fuori; l'arto inferiore che va avanti dovrà poggiare su tutta la pianta del piede, gamba perpendicolare al terreno, mentre l'angolo del ginocchio coscia-gamba non dovrà essere inferiore ai 90°. L'arto che va indietro risulterà disteso (leggermente flesso al ginocchio) per tutta la sua larghezza e poggierà sulla punta del piede (fig. B2-n, fig. L, fig. I).
Le punte di tutti e due gli arti inferiori convergeranno leggermente verso il piano sagittale passante per il corpo (fig. I).
Le punte di tutti e due gli arti inferiori convergeranno leggermente verso il piano sagittale passante per il corpo (fig. I).
Fase VI
Risalita
Per assumere la posizione che definisce la validità della esecuzione — ovvero arti inferiori e superiori distesi con il bilanciere fissato a braccia distese al disopra della testa, piedi vicini e paralleli — è buona norma eseguire un breve passo verso il corpo con il piede che si trova davanti per terminare a piedi vicini e paralleli con l'altro piede che si trova dietro (il tronco e il bilanciere rimangono fermi).
Con questo metodo si riesce a mantenere in equilibrio il carico e si può esercitare un più facile controllo ed eventuali piccole correzioni.
Con questo metodo si riesce a mantenere in equilibrio il carico e si può esercitare un più facile controllo ed eventuali piccole correzioni.
Fase VII
Conclusiva
Il bilanciere viene accompagnato a terra con ambedue le mani.