Lo slancio (Clean & Jerk) è la seconda delle due specialità olimpiche del sollevamento pesi. Si compone di due momenti distinti: la girata, in cui il bilanciere viene portato dalla pedana alle spalle, e la spinta, in cui viene proiettato sopra la testa a braccia distese. A differenza dello strappo che si esegue in un unico gesto, lo slancio consente un breve recupero tra le due parti, permettendo di sollevare carichi notevolmente superiori.
Prima Parte — Alzare in Appoggio al Petto
La barra è posta orizzontalmente davanti alle gambe dell'atleta. Questi deve afferrarla, con le palme in basso, e portarla con un solo movimento dal pavimento alle spalle. Questo movimento si effettua con l'accosciata o la spaccata delle gambe.
Durante questo movimento ininterrotto la barra può scivolare lungo le cosce dell'atleta; tuttavia essa non deve toccare il petto prima della posizione finale, quando è appoggiata sulle clavicole o sul petto, al di sopra dei capezzoli, oppure sostenuta dalle braccia.
L'atleta si raddrizza appena possibile, ponendo i piedi allineati in posizione perpendicolare al tronco e alla barra, a gambe tese, prima di effettuare la spinta.
(Regol. Tecn. Internaz.)
Seconda Parte — Lo Slancio (Spinta dal Petto)
Per lo slancio l'atleta flette le gambe ed effettua una spinta simultanea con le gambe e con le braccia per portare la barra con le braccia tese al di sopra della testa. Egli deve tenere la barra immobile, i piedi allineati, le braccia e le gambe tese, fino a quando l'arbitro avrà dato il segnale di rimetterla sulla pedana.
L'arbitro dovrà dare questo segnale non appena l'atleta sarà perfettamente immobile.
(Regol. Tecn. Internaz.)
La traiettoria del bilanciere, fino alla massima tirata, risulterà più corta a causa dell'elevato carico e della differente posizione dell'impugnatura che potremmo definire «stretta» considerando «larga» quella di strappo. Se infatti ci poniamo nella posizione di in piedi con bilanciere impugnato stretto vedremo che, allargando l'impugnatura gradualmente, il bilanciere si pone in progressiva situazione di maggiore distanza dal terreno (notare la differente altezza da terra dell'asta del bilanciere).
- Piedi vicini e paralleli
- Gomiti sollevati avanti-alto
- Schiena perpendicolare al terreno, iperestesa
- Mento e testa retratti verso dietro (non ruotati)
- Sguardo leggermente al disopra dell'orizzontale
I piedi sono vicini e paralleli, i gomiti sollevati per avanti-alto, la schiena perpendicolare al terreno iperestesa, il mento e la testa retratti verso dietro (non ruotati) e lo sguardo leggermente al disopra dell'orizzontale.
Le punte di tutti e due gli arti inferiori convergeranno leggermente verso il piano sagittale passante per il corpo.
Con questo metodo si riesce a mantenere in equilibrio il carico e si può esercitare un più facile controllo ed eventuali piccole correzioni.