weightlifting

Il sollevamento pesi ha origini antiche. Era praticato sia dagli antichi Egizi che dagli antichi Greci. Si è sviluppato come sport internazionale soprattutto nel XIX secolo ed è una delle poche discipline ad essere stata inclusa nei primi Giochi Olimpici moderni di Atene nel 1896.


I Primi Passi: Dal Circo ad Atene 1896
Anche se l'atto di sollevare pietre o tronchi è antico quanto l'umanità, la pesistica moderna nasce ufficialmente a metà del XIX secolo in Europa, grazie ad atleti e ginnasti francesi e tedeschi.
Il debutto (1896): Il sollevamento pesi fu inserito nella prima edizione dei Giochi Olimpici moderni ad Atene. Non esistevano categorie di peso (un atleta di 60 kg gareggiava contro uno di 100 kg) e le prove erano molto diverse da oggi: si competeva nel sollevamento con una mano e nel sollevamento con due mani.
Un inizio altalenante: Lo sport non aveva ancora regole fisse. Escluso dalle Olimpiadi di Parigi 1900, rientrò a Saint Louis 1904, per poi sparire nuovamente nel 1908 e nel 1912.


1920–1972: L'Era della "Triade" e la Forza Bruta
Dal 1920 (Olimpiadi di Anversa), la pesistica entrò stabilmente nel programma olimpico. Fu introdotta la suddivisione degli atleti in categorie di peso per garantire equità e nacque la Federazione Internazionale (IWF).
A partire dai Giochi di Amsterdam del 1928, la gara si stabilizzò su tre alzate classiche:

Lo Strappo (Snatch): Il bilanciere viene sollevato da terra fin sopra la testa in un unico movimento continuo.

Leggi Tutto

Lo Slancio (Clean & Jerk): Un movimento in due tempi (prima si porta il bilanciere alle spalle, poi lo si spinge sopra la testa).

Leggi Tutto

La Distensione lenta (Clean & Press): Simile allo slancio, ma la spinta sopra la testa doveva avvenire usando solo la forza di braccia e spalle, mantenendo le gambe e il busto completamente rigidi.


La caduta della Distensione lenta (1972)
La distensione lenta divenne un incubo per i giudici di gara. Gli atleti, pur di sollevare pesi mostruosi, inarcavano la schiena in modo pericoloso ed esasperato per sfruttare i muscoli del petto. Giudicare se l'alzata fosse eseguita in modo corretto e senza l'aiuto delle gambe era quasi impossibile. Così, dopo le Olimpiadi di Monaco del 1972, la distensione fu cancellata. Da quel momento, la pesistica olimpica si concentrò solo sulle due alzate attuali: strappo e slancio, dove la coordinazione e la velocità contano quanto la forza pura.

Il Dopoguerra, la Guerra Fredda e il Dominio Cinese
La geopolitica ha profondamente influenzato la storia di questo sport:
L'egemonia sovietica (Anni '50 - '90): Con l'ingresso dell'Unione Sovietica ai Giochi nel 1952, la pesistica divenne un terreno di scontro della Guerra Fredda. Gli atleti dell'Est Europa dominarono la scena grazie a metodi scientifici di allenamento (e, purtroppo, alla diffusione del doping, che portò in seguito a controlli rigidissimi e alla riscrittura frequente dei record).
L'era d'oro mediterranea (Anni '90): Grecia e Turchia diedero vita a sfide leggendarie. Fu l'epoca di Pyrros Dimas (tre ori e un bronzo olimpico per la Grecia) e di Naim Süleymanoğlu (il "piccolo Ercole" turco, capace di sollevare tre volte il proprio peso corporeo).
L'ascesa della Cina: Dagli anni Novanta a oggi, la Cina ha costruito una vera e propria corazzata, dominando gran parte delle categorie di peso, specialmente quelle leggere e medie.


La Rivoluzione Rosa: Sydney 2000
Nonostante le donne gareggiassero nei Campionati Mondiali già dal 1987, il sollevamento pesi femminile ha dovuto attendere le Olimpiadi di Sydney 2000 per fare il suo debutto ufficiale nei Giochi.

L'impatto fu enorme e mostrò al mondo una tecnica e un'esplosività straordinarie, sradicando il vecchio pregiudizio che dipingeva la pesistica come uno sport esclusivamente maschile. Atlete come la cinese Chen Yanqing (due ori olimpici) o, in tempi più recenti, la neozelandese Laurel Hubbard (la prima atleta transgender a gareggiare ai Giochi a Tokyo 2020) sono entrate nella storia di questo sport. La Pesistica Oggi Oggi il sollevamento pesi olimpico è uno sport d'élite estremamente tecnico, dominato da giganti assoluti come il georgiano Lasha Talakhadze (capace di stabilire record del mondo strabilianti sopra i 220 kg di strappo e oltre 260 kg di slancio) e giovani talenti come il bulgaro Karlos Nasar. La disciplina ha subito una severa ristrutturazione delle categorie di peso da parte del CIO per combattere il doping e rendere le competizioni più moderne e trasparenti, ma il suo fascino originale rimane immutato: una spettacolare sfida tra l'atleta, la forza di gravità e i propri limiti fisici.
about-bg1
About MediPlus
powerlifting
Il powerlifting è una disciplina competitiva nella quale ogni singolo atleta è impegnato nel sollevamento del massimo peso possibile in tre esercizi: lo squat, la panca piana e lo stacco da terra. Il termine di origine inglese tradotto in italiano equivale ad "alzata di potenza", anche se per gli atleti è fondamentale sviluppare la forza massimale.

Piegamento delle gambe, o squat in inglese. Questo movimento consiste nello scendere in posizione accovacciata (le cosce devono scendere sotto il parallelo rispetto al terreno) ed a sollevarsi, sempre con un bilanciere appoggiato sulla parte posteriore delle spalle.

Distensione su panca piana, o bench press in inglese. L'atleta è in posizione orizzontale. Tiene il bilanciere a braccia tese sopra il petto, lo porta al contatto del petto, dove viene effettuato un fermo stabilito dal giudice, e risale in modo tale riportare le braccia estese alla posizione iniziale.

Stacco da terra, o deadlift in inglese. L'atleta afferra il bilanciere al suolo e lo solleva finché le proprie gambe e il proprio busto non raggiungono una posizione verticale distesa mentre il bilanciere resta a livello delle anche.

body-building

Il culturismo costituisce un'attività interessante per i benefici effetti a breve termine e per le trasformazioni somatiche che può indurre.

culturismo
Il culturismo, chiamato anche body-building, è una pratica sportiva consistente in un serie di esercizi atti a sviluppare le dimensioni, la densità e la simmetria muscolari, con l'obiettivo di rendere maggiormente visibile la muscolatura stessa, di diminuire il grasso corporeo e di accentuare l'armonia fra le parti del corpo. Opportunamente adattato, l'uso dei sovraccarichi, che viene esaltato nel culturismo, può costituire, in modo particolare nell'individuo anziano, anche una pratica terapeutica per il contenimento dell'atrofia muscolare e per l'incremento oppure il mantenimento della densità ossea.

Una pratica razionale, che non si pone l'obiettivo di risultati eclatanti e specialistici, punta al potenziamento di tutti i gruppi muscolari, soprattutto quelli meno sviluppati, al fine di raggiungere l'equilibrio estetico e la definizione muscolare secondo criteri specifici. I carichi applicati sono, una volta definito il carico massimo sostenibile dal soggetto, quelli che permettono da 6 a 12 ripetizioni, molte di più di quelle compiute dai sollevatori di peso nelle specialità olimpiche. Rispetto a questi ultimi, infatti, la quantità di lavoro svolto dai culturisti è maggiore, ma l'intensità è minore, intendendo per quantità di lavoro il numero delle serie per il numero delle ripetizioni e per il numero del carico, e per intensità la percentuale del carico massimo. Frequentemente lo sforzo viene incrementato durante le ultime ripetizioni. 

L'uso limitato di carichi massimali e l'esecuzione degli esercizi generalmente lenta, che evita brusche sollecitazioni, rendono poco rilevante la frequenza degli incidenti, salvo che in pochi casi, dovuti per lo più a errori tecnici.

Leggi Tutto
luc
arnold
Scroll to Top